Prevenire è meglio che curare: l’importanza della visita ortodontica a 6 anni

Settembre è il mese del “Back to School”, dei nuovi quaderni e della ripresa delle routine. Tra le tante cose da segnare in agenda per i vostri figli, c’è un appuntamento che non dovrebbe mancare: la visita di controllo ortodontica, idealmente intorno ai 5-6 anni di età.
Molti genitori pensano: “Ha ancora i denti da latte, aspettiamo che cadano tutti prima di mettere l’apparecchio”. È un ragionamento intuitivo, ma spesso sbagliato.
Intercettare per non dover “curare” dopo
A 6 anni non guardiamo tanto se i dentini sono dritti, ma come stanno crescendo le ossa del viso (mascella e mandibola). Se notiamo, ad esempio, che il palato è troppo stretto o che la mandibola cresce troppo in avanti, possiamo intervenire con l’ortodonzia intercettiva.
Si tratta di apparecchi semplici, spesso mobili, che “guidano” la crescita ossea sfruttando l’elasticità naturale del bambino. È come raddrizzare un alberello giovane: basta un piccolo tutore e crescerà dritto senza sforzo.
La voce dell’esperto: Dott. Artioli
“Intervenire al momento giusto significa semplificare la vita al bambino. Correggere un palato stretto a 7 anni è un percorso rapido e poco fastidioso. Aspettare i 13 o 14 anni, quando le ossa sono ormai calcificate, significherebbe dover affrontare terapie molto più lunghe, complesse e talvolta estrazioni dentarie che avremmo potuto evitare. La tempestività è tutto.”
I segnali da osservare a casa
Ci sono piccoli indizi che un genitore può notare? Sì. Se il bambino respira sempre a bocca aperta, se russa la notte, se succhia ancora il dito o se notate che mastica “storto”, sono tutti segnali che meritano un approfondimento.
Non serve che ci sia dolore. Porta il tuo bambino per un controllo di crescita senza impegno: verificheremo insieme se tutto procede per il meglio o se serve un piccolo “aiutino” per garantire un sorriso armonioso in futuro.

